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17 Maggio 2020

Manovali in paradiso – In Norvegia da Oslo a Bergen / 1° puntata

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C’è un gioiello, custodito nelle Alpi Scandinave norvegesi, che attende di essere scoperto.

È un cammino sterrato che si snoda attraverso laghi, torbiere, torrenti e ponticelli in legno, lungo l’antico tracciato della prima ferrovia del Paese, realizzata a fine ‘800 per unire l’allora Christiania (oggi Oslo) a Bergen.

Lungo questa pista si spostavano i carriaggi con i materiali e le maestranze addette alla sua costruzione, e da queste ultime infatti trae il nome di “Strada dei Manovali”: è la Rallarvegen.

L’ho percorsa in due giorni: un segmento del mio viaggio di due settimane in agosto con la bicicletta da Oslo a Bergen in solitaria e autosupportato, sfruttando la viabilità minore di questo immenso Paese. La scelta è caduta sulla seconda metà del mese perché è il periodo che offre una maggiore probabilità statistica di bel tempo, data la tipica piovosità estiva di queste regioni e perché le vacanze estive norvegesi sono ormai agli sgoccioli. Percorrendo gli 80 km della Rallarvegen mi sono sentito come una freccia scoccata da un arco: partendo dalla nota località turistica di Haugastøl, a 1000 m.s.l.m., la parabola sale pian piano fino a 1350 m.s.l.m. nel paesaggio incantevole dell’Hardangervidda Plateau e del Parco Nazionale dell’Hallingskarvet, per poi planare sul maestoso Sognefjorden, nel grazioso borgo di Flåm. Il tutto su fondo in terra battuta in ottimo stato.

Sono giunto al punto di partenza della Rallarvegen al sesto giorno di viaggio, pedalando da Oslo lungo costa fino a Kongsberg, per poi addentrarmi verso nord risalendo il corso del fiume Numedalslågen e raggiungendo la località di Geilo.

La tappa che segue parte appunto da questo paese. Giungo pertanto a Haugastøl convinto di avere già immagazzinato alla vista una sufficiente quantità di selvagge bellezze naturali. Mi sbagliavo, ovviamente, e non sapevo ancora di quanto. Mi trovo in un comprensorio turisticamente molto sviluppato, sia per l’inverno che per l’estate: Geilo è una rinomata stazione per gli sport invernali e Haugastøl asseconda ogni genere di desiderio di sport all’aria aperta: trekking, rafting, mountain biking, caccia e pesca. Tutti i punti di interesse della zona sono raccordati da una comoda rete di trasporti pubblici e la stessa Rallarvegen – una rinomata attrazione anche tra i Norvegesi – è servita da ben due linee ferroviarie. Vi è quindi la possibilità di raggiungere in treno da Oslo o da Bergen una delle tre stazioni che servono la Strada dei Manovali, scegliere il senso di percorrenza e completare il tracciato comodamente in giornata noleggiando una bicicletta in loco.

Io, che invece ho scelto di viaggiare in autonomia, ho diviso la pista in due tappe: la prima, di 25 km,da Haugastøl sale a Finse, a 1222 m.s.l.m., mentre la seconda – di 53 km – completa il percorso scendendo fino a Flåm. Al primo tratto di 25 km vanno aggiunti altri 29 km che lo stesso giorno ho percorso da Geilo per arrivare a Haugastøl dove inizia il la Rallarvegen.

…vi abbiamo incuriosito? Ci vediamo sempre su Pedaling per la prossima tappa di questo fantastico viaggio in Norvegia.


Luca Noli – Cicloviaggiatore

Milanese, 48 anni, sono approdato al cicloviaggio nel 2009 dopo avere covato per lunghi anni una passione sempre rimandata per ragioni di studio e di lavoro. Ho viaggiato in Sardegna, compiendone il periplo in tre anni (2009-2010-2011) e in Corsica (2012). Il viaggio in Norvegia da Oslo a Bergen del 2014 (Norway Coast-2-Coast) è stato il primo di tre, in cui ho affrontato le montagne centrali ed il Sognefjord. Ho successivamente scelto regioni e climi differenti: nel 2016 da Lillehammer a Trondheim lungo la costa atlantica (Norway Route-2-Atlantic), e il Circolo Polare Artico alle Isole Lofoten nel 2018 (Latitudine 68° Nord – Lofoten Arctic Randonnee). Tutti questi viaggi li ho compiuti sinora in solitaria. La bici è per me uno stile di vita: la utilizzo tutto l’anno per raggiungere il mio luogo di lavoro, è la mia compagna di allenamenti tra Oltrepò Pavese e Triangolo Lariano, il mio cavallo di battaglia per le granfondo amatoriali, il mezzo prediletto per le gite in famiglia e per le commissioni di tutti i giorni. Posseggo due biciclette: una Cannondale BadBoy del 2011 che utilizzo per i viaggi e per il pendolarismo invernale, e una Cannondale CAAD12 da strada del 2016 che uso per allenarmi e per andare in ufficio col bel tempo. Ho in progetto il giro della Danimarca del nord, ma i miei autentici sogni nel cassetto sono il giro della Tasmania, la traversata del Marocco dal Mediterraneo al Sahara, e il Sudamerica andino.

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