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17 Luglio 2020

Tappa 5 – Santa Sofia – La Verna / Le ciclovie italiane per un viaggio da pellegrino

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Oggi siamo partiti da Santa Sofia in provincia di Forlì vicino alla Diga di Ridracoli, nel sud della Romagna in direzione di La Verna in provincia di Arezzo facendo tappa al Santuario francescano sempre sulle vie del pellegrino.

Il santuario francescano della Verna, situato a pochi chilometri da Chiusi della Verna (provincia di Arezzo) a quasi 1000 metri di altitudine, all’interno del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, è famoso per essere il luogo in cui san Francesco d’Assisi avrebbe ricevuto le stigmate il 14 settembre 1224[1]. Costruito nella parte meridionale del monte Penna a 1128 metri di altezza, il santuario – destinazione di numerosi pellegrini – ospita numerose cappelle e luoghi di preghiera e raccoglimento, oltre a diversi punti di notevole importanza religiosa.

La partenza da Santa Sofia ci ha dato subito la sveglia dovendo affrontare subito una serie di salite davvero impegnative tra cui alcuni strappi al 15%, per fortuna oggi tutti su asfalto, che ci hanno subito fatto capire che anche la giornata di oggi sarebbe stata tutta da guadagnare. Giunti a Bagno di Romagna dopo un bella discesa che ci ha riportato a circa 300 mt sul livello del mare, ecco davanti a noi la salita verso il Passo dei Mandrioli con con una ascesa di circa 12 km davvero impegnativa, una salita pazzesca che non da tregua (sempre all’8,9,12%) che con la bici carica non ci ha permesso di tenere medie oltre i 6 km/h.

Il passo dei Mandrioli è un valico di crinale dell’Appennino tosco-romagnolo posto a 1173 m s.l.m., al confine fra l’Emilia-Romagna e la Toscana. Collega le valli del Savio e dell’Arno, più precisamente le località di Bagno di Romagna (FC) e Badia Prataglia, frazione di Poppi (AR).
Nell’antichità questo tratto dell’Appennino era attraversato da una mulattiera che, partendo da Bagno di Romagna, valicava il crinale al passo Serra (m 1148) scendendo poi verso la Toscana e il santuario della Verna.
Provenendo dalla Romagna ed entrando in Toscana, proprio sul passo si entra all’interno del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Dal Passo dei Mandrioli finalmente si scende e si scende tanto arrivando quasi a 20 km da La Verna con un altro dislivello importate che ci riporta ancora a 1000 metri di altitudine per una somma di 2300 mt di dislivello tutti pedalati. Una fatica ripaga da questo meraviglioso luogo, pieno di una spiritualità unica, quasi sospeso nel suo isolamento.

La Verna è il più famoso dei conventi del Casentino e uno dei luoghi più rilevanti del francescanesimo.

La fondazione di un primo nucleo eremitico risale alla presenza sul luogo di san Francesco, che nella primavera del 1213 incontrò a San Leo, in Montefeltro, il conte Orlando di Chiusi in Casentino, il quale, colpìto dalla sua predicazione, volle fargli dono del monte della Verna che successivamente divenne luogo di numerosi e prolungati periodi di ritiro. Negli anni successivi sorsero alcune piccole celle e la chiesetta di Santa Maria degli Angeli (1216-18).

L’impulso decisivo allo sviluppo di un grande convento fu dato dall’episodio delle stimmate (1224), avvenuto su questo monte, prediletto dal santo come luogo ideale per dedicarsi alla meditazione. L’ultima visita di Francesco al monte avvenne nell’estate del 1224. Vi si ritirò nel mese di agosto, per un digiuno di 40 giorni in preparazione per la festa di san Michele e, mentre era assorto in preghiera, ricevette le stimmate.

Da allora la Verna divenne un suolo sacro

Domani si prosegua ancora nella provincia di Arezzo per avvicinarci all’Umbria.

Ci sentiamo per la 6° tappa!
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