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14 Marzo 2021

Omar Di Felice, benvenuto all’Everest Base Camp 5.364 m

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1.294 chilometri e 33.630 metri di dislivello, sono questi i numeri della nuova avventura di Omar Di Felice, l’ultraciclista romano che ha completato la sua traversata invernale sulla strada dell’Everest.

Un’avventura estrema iniziata il 15 febbraio da Kathmandu completamente in solitaria, senza team di supporto e soltanto con il suo mezzo: una MTB Wilier 110X equipaggiata Shimano  XTR e ruote Mavic Crossmax XLR con pneumatici Continental Mountain King. Con essa ha percorso 1.294 chilometri (con 33.630 metri di dislivello) impiegando 19 giorni effettivi per arrivare alla meta dell’Everest Base Camp 5.364 m. Ha attraversato la regione del Mustang, la più arida e fredda del continente asiatico, scalato alcuni grandi passi himalayani, dal Kora La al Thorung La (il passo transitabile più alto al mondo a 5.416 m).

L’impresa che ha messo a dura prova il ciclista e l’uomo, soprattutto per la quota e per le temperature sotto lo zero termico, passando dai -15° con raffiche di vento terrificanti, ai 35° delle valli vicino a Kathmandu.

“Ho preparato questa impresa anche con lo spirito di un alpinista – aggiunge Omar – scegliendo con grande cura i materiali ed un occhio particolare all’abbigliamento. Ho avuto la fortuna di trovare in UYN il partner ideale perché stavano cercando un vero test per l’intera collezione invernale del prossimo inverno, composta di diversi capi con materiali messi a punti per gli sciatori (UYN veste le più importanti squadre di Coppa del Mondo, fra le quali Italia e Austria). Li ho usati tutti, dalle temperature primaverili a quelle invernali e non ho mai avuto la spiacevole sensazione che mi servisse altro”.

Qualcosa di unico che gli ha permesso di vivere un’esperienza davvero diversa sotto molti punti di vista. Dalla possibilità di attraversare territori ancora selvaggi, agli incontri con gli abitanti del luogo. Fermarsi nei villaggi lungo la strada e dormire, case abitate da famiglie con stanze per gli ospiti, dove l’acqua calda era totalmente assente e il cui unico riscaldamento era quella di una vecchia stufa, quando c’era, ha reso tutto davvero unico. Un vero e proprio scambio culturale che vede da un lato la fatica della bici e dall’altra parte una vita semplice condotta ai piedi delle grandi montagne. Poi su verso l’Everest, per Di Felice un vero e proprio sogno che si avvera poter osservare il tetto del mondo con i suoi occhi. Un momento che ha vissuto carico di emozione in un mix di stanchezza e pura gioia.

Infatti il Nepal non è solo il paese delle grandi montagne, ma anche quello dei grandi contrasti. Si passa dal traffico disordinato di Kathmandu alle vallate di bassa quota, dove il clima sembra quasi ‘tropicale’. Facile incontrare scimmie, vegetazione rigogliosa, afa e caldo, per poi di colpo ritrovarsi in alta quota, soprattutto nella parte alta del Mustang, dove si affrontano il clima arido, freddo, spesso con tanto vento che rende la vegetazione praticamente assente, facendola assomigliare ad un deserto d’alta quota.

Il percorso nel suo complesso è stato davvero variegato non solo per i paesaggi: le “strade” lo hanno portato fino alle porte di Lukla sempre in sella e potendo pedalare su dislivelli importanti ma pedalando. Da qui in avanti l’avvicinamento al Campo Base è possibile solo su sentieri stretti e sconnessi dove è possibile proseguire prevalentemente col portage, (bici in spalla per il 60%) e un 40% di pedalato. Ha dovuto affrontare mulattiere e sentieri rocciosi, dove i lunghi tratti a piedi li ha superati con le scarpe da ciclismo di Shimano, rese adatte grazie anche alle suole Michelin e l’impermeabilizzazione della membrana Gore-Tex.

 Tutto questo fino al cospetto dei leggendari 8000, dove si apre la storia dell’alpinismo, teatro di imprese uniche.Un’emozione davvero unica, partita da lontano e racchiusa tutta in quel momento quasi solenne che tutti abbiamo ammirato.

“È stata l’avventura più completa che abbia mai realizzato – aggiunge Omar – Non ho solo pedalato, ma mi sono dovuto guadagnare ogni metro di avvicinamento portandomi la bici in spalla e camminare come un trekker. Però le difficoltà non hanno fatto altro che aumentare la soddisfazione finale”.


Qui tutta l’avventura di Omar Di Felice.

All the details to follow the adventure(Nepalese time)
ENDU LIVE MAP > https://live.endu.net/omar-adventures/ (10 minutes update)

komoot PROFILE > https://www.komoot.it/user/691888089690 (Every day after the ride GPS File + Pictures)

Garmin CONNECT PROFILE > https://connect.garmin.com/modern/profile/omardifelice (Every day after the ride Cycling DATA)Garmin Outdoor INREACH EMERGENCY TRACKING SYSTEM > https://eur-share.explore.garmin.com/omardifelice


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