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3 Giugno 2021

Da Padova a Santa Maria di Leuca con Melanie Chilesotti / 2° Puntata: Abruzzo-Molise e Promontorio del Gargano

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Un viaggio lungo 1650 chilometri, da Padova a Santa Maria di Leuca in compagnia di Caterina al suo primo cicloviaggio / con Melanie Chilesotti.

Da Martinsicuro pedaliamo verso sud. La giornata sta per finire e non abbiamo ancora trovato un bel posto dove dormire. Così pensiamo di continuare a pedalare, per tutta la notte.

ABRUZZO-MOLISE

In verità l’idea della notturna è stata un fallimento: siamo stanchissime, abbiamo perso di vista la ciclabile e ci troviamo sulla statale alle 4 di mattina. Caterina ha pure sentito un orso: è la stanchezza. Ma la cosa peggiore è che ci stiamo perdendo la meravigliosa costa dei trabocchi, le esili costruzioni adibite alla pesca, sospese sul mare che sembrano sul punto di cadere da un momento all’altro. Ci facciamo rincuorare da una brioche gigante appena sfornata che ci aiuta a dare le ultime energie per arrivare alla prima spiaggia per riposarci sul lungomare guardando l’alba fino all’arrivo dei primi vacanzieri. Siamo a Fossacesia nella spiaggia della Fuggitella. Non sempre si fanno le scelte giuste e capita in un viaggio come questo di sentirsi stanche o nervose o impaurite. È importante cercare di mantenere la calma, supportarsi e sopportarsi a vicenda. È importante ascoltarsi, ascoltare il proprio corpo e la propria testa quando c’è bisogno di riposo. Quasi sempre la giusta soluzione è dare ascolto alle intuizioni e alle sensazioni di primo impatto.

L’Abruzzo è attraversato da una lunghissima ciclabile che corre lungo la costa. Non sempre i tratti sono aperti o del tutto percorribili, ma siamo sulla buona strada per completare la ciclovia adriatica abruzzese affacciata sul mare. Arriviamo a Punta Aderci per un bagno. È un’esplosione di colori fra il verde, il blu e l’azzurro del cielo. Un posto incantevole, uno dei più belli che incontriamo nel nostro viaggio.

Si può immaginare la ciclovia adriatica tutta ciclabile? Non sarebbe fantastico partire dal nord e arrivare alla punta estrema della Puglia seguendo precise indicazioni e percorsi dedicati alle bici.? E se la ciclabile continuasse per tutto il Mar Ionio, risalendo lo stivale e poi risalisse dall’altro lato, su su fino a Napoli e oltre? Che bello sarebbe.

Attraversiamo una Vasto appena dopo pranzo. È deserta e troviamo soltanto un kebab aperto che non mitica la delusione di non riuscire a mangiare gli arrosticini. Abbiamo percorso l’Abruzzo troppo velocemente, ma ci consola la visone del Gran Sasso sullo sfondo che ci chiama a conoscerlo nella prossima avventura.
Ancora meno vediamo del Molise a causa della statale lungo la costa che ci obbliga ad un viaggiare spiacevole e pericoloso. Lo percorriamo velocemente ma con la sicurezza che le sue spiagge ed i suoi monti celano bellezze inimmaginabili. Moriamo dalla voglia di arrivare in Puglia e iniziare ad intravedere il promontorio del Gargano ci stimola a proseguire rapide.

PROMONTORIO DEL GARGANO

L’area del Gargano l’abbiamo trovata speciale. Vale la pena percorrerla in lungo e in largo sia per la costa che per la bellissima Foresta Umbra che si chiama così perché fa ombra.

L’impatto con la Puglia è a dir poco traumatizzante a causa del sentiero di sabbia morbida lungo 15 chilometri, tra il Lago di Lesina e la costa. Sono state necessarie 4 ore per percorrerlo e costantemente sotto il sole cocente.

Mentre spingevamo le bici a mano ci siamo chieste più volte se proseguire o tornare sui nostri passi per trovare un’alternativa più facile. Abbiamo proseguito nonostante la strada venga chiamata su https://www.piste-ciclabili.com come Scampamorte: noi non ci siamo spaventate e siamo sopravvissute.

Un’ulteriore motivazione ci veniva dall’appuntamento con il nostro amico Cocò che con il camper ci aspettava per un aperitivo: una delizia dopo caldo e fatica, nonostante la stanchezza e la nostra poca voglia di raccontarci.

Il Lago di Varano ai piedi del Gargano è il lago costiero più grande d’Italia. Lo costeggiamo pedalando lungo le sue rive, respirando aria di mare e vita di campagna. Di lì a poco inizia la salita verso Rodi Garganico dove mangiamo da Il Nostromo, indirizzati da amici di amici che ci trattano come ospiti e mangiamo benissimo. Qui festeggiamo i nostri 1000 chilometri, ma la strada per Santa Maria di Leuca è ancora lunga.

A Vico del Gargano mangiamo dei taralli squisiti acquistati in un Panificio senza nome di fianco a Ciccuzzo Shopping. Vale la pena farsi un giro per il centro storico, facendo attenzione di non perdersi.

Per il puro piacere di pedalare in salita, contornati da grandi alberi, abbiamo preso la SP 528, una strada poco trafficata che si snoda in un bosco di  eleganti querce e faggi secolari che fanno ombra alla nostra fatica. Saliamo fino al laghetto Falascone d’Umbra dove ci riposiamo prima di assaporare la gioia della lunga discesa sulla SP 52bis fino a Vieste.

L’indomani prendiamo la strada per Pugnochiuso, un piacevolissimo saliscendi panoramico mozzafiato e ci fermiamo nella spiaggia di Vignanotica in un piccolo camping affacciato su un bel mare che però rende la spiaggia troppo affollato per i nostri gusti.Successivamente raggiungiamo a Mattinata dove distese di ulivi coprono il paesaggio. La giusta carica per proseguire il viaggio oggi arriva da dei deliziosi mustaccioli della Pasticceria alla Torre. Con Mattinata e Manfredonia ci lasciamo alle spalle il promontorio del Gargano e ci prepariamo per l’ultima lunga tappa verso Santa Maria di Leuca.

…e questo è solo l’inizio. Ci vediamo sempre su Pedaling l’ultima tappa di questo fantastico viaggio.

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