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5 Giugno 2021

BUFF – Pack Bike Cap

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Pensavo che il cappellino del ciclista fosse soprattutto un simbolo e che con l’utilizzo del casco si sarebbe estinto in una sorta di evoluzione della specie.

Nonostante ciò qualche nostalgico ha continuato ad esibirlo orgogliosamente e oggi sempre più ciclisti lo stanno usando sotto il casco. Io ci ho provato indossando quelli bellissimi di cotone in stile retro, ma la loro rigidità mi infastidiva soprattutto con la sudorazione estiva, così ho continuato a preferire la bandana che ha assolto egregiamente la funzione di tergi sudore ed evita di imbrattare gli occhiali o almeno ridurlo di molto.

Poi ho indossato il Pack Bike Cap di Buff, l’azienda spagnola che ha inventato il “tubo” scaldacollo declinato in mille fantasie bizzarre. Il bike cap di Buff è confezionato con un materiale elastico, sottile e leggero, che abbraccia la testa con piacevolezza. Ma questo è solo il primo passo per apprezzare l’oggetto che ora mi è diventato insostituibile per merito dell’effetto ombra, e conseguentemente l’aumento della visibilità, grazie alla visiera. Basta provare ad alzarla per capire come la forte luce modifica in peggio la qualità visiva e il semplice gesto di calarla restituisce nitidezza consentendo di tenere gli occhi spalancati.

Pare banale, ma la differenza visiva fra gli occhi semi aperti e completamente aperti è enorme e l’aumento della sicurezza significativo. L’ho strapazzato, arrotolato e schiacciato, poi lavato in lavatrice insieme al resto dell’abbigliamento parecchie volte e non perde la forma.

tutte le info su:
https://www.buff.com/

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